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Storia della Gazzetta di Mantova

La Gazzetta di Mantova è un quotidiano d'informazione locale di Mantova e della provincia mantovana fondato nel 1664, data che le permette di potersi fregiare di essere il giornale, tra quelli attualmente ancora in pubblicazione, più antico d'Italia (e conseguentemente tra i più antichi nel mondo). Per diverso tempo gli storici ritennero che la sua prima consegna alle stampe potesse essere cronologicamente fissata nel gennaio del 1670, poiché il suo numero più antico custodito nella raccolta della Biblioteca Teresiana di Mantova, risaliva all'ottobre del medesimo anno. Fu grazie alle ricerche d'archivio dell'ex-direttore, Giuseppe Amadei, che venne rinvenuto il documento che ha permesso di retrodatarne la nascita di almeno 6 anni, al 1664.
Tale prima copia del foglio, che all'epoca aveva cadenza settimanale e si chiamava Aviso, risale infatti al giugno di quello stesso anno ed era edito ad opera degli stampatori ufficiali di corte Gonzaga, Federico, Pietro e Guglielmo Osanna. A quel tempo il ducato era governato da Carlo II di Gonzaga Nevers e la pubblicazione evitava di trattare ogni evento che in qualche modo potesse coinvolgere ciò che era la politica di corte; bensì si limitava a riferire principalmente di notizie cittadine, solennità religiose, visite da parte di regnanti e importanti personalità, eventi riguardanti i notabili locali e particolare attenzione era dedicata agli avvenimenti militari; tanto che i suoi resoconti sono stati fonte molto preziosa per ricostruire le varie guerre di successione e per completare, se non spesso correggere, ciò che veniva raccontato nelle cronache libresche relative a quei medesimi fatti storici.
La sua frequenza di uscita fu comunque mutevole fino alla data del 1 gennaio 1866, quando assunse la sua definitiva caratteristica di pubblicazione quotidiana.
Nei secoli, diverse furono anche le variazioni a cui fu sottoposta la sua testata. In principio assunse i nomi di Foglio di notizie su Mantova o Foglietti o Avisi e, tra gli anni 1741 e 1759, venne modificata in Ragguagli universali d'Europa e d'altri luoghi. Una prima documentata apparizione dell'intestazione odierna avviene in un supplemento del 12 agosto 1705 riportante la dicitura Supplimento della Gazzetta di Mantova.
Il passaggio, nel 1707, delle sorti del ducato dalle mani dei Gonzaga e quelle degli Asburgo non si rivelò particolarmente traumatico per il giornale. Al tempo, i nuovi governanti austriaci non interferivano molto con ciò che veniva stampato. Sono gli anni in cui la pubblicazione venne diretta da Alberto Pazzoni fino al 1737, quando l'incarico passò a Giuseppe Ferrari, che a sua volta lo cedette al figlio Salvatore nel 1781.
Al contrario, il periodo dell'avvento della dominazione francese, dopo l'Assedio di Mantova del 2 febbraio 1797, ebbe conseguenze più pesanti, oltre a fare assumere alla linea editoriale del foglio un tenore vagamente filogiacobino. Nel 1807 la rivista, la cui periodicità fino ad allora non aveva scadenze fisse, diventa ufficialmente un bisettimanale; nel medesimo anno in cui, il 3 gennaio 1807, arriva la denominazione definitiva, tuttora usata, di Gazzetta di Mantova. Eccezion fatta per il breve periodo, sempre sotto il dominio napoleonico sulla città, durante il quale al giornale fu imposto di autorità di cambiare nome, prima in quello di Gazzetta del Mincio e successivamente in quello di Giornale del dipartimento del Mincio (per adeguarsi alla politica degli arrondissement francesi).
Con il ritorno a Mantova e la restaurazione degli Asburgo però, dal 7 febbraio 1816, venne reintegrata la testata tradizionale. Il giornale naturalmente dovette mutare la propria politica moderatamente filofrancese per assumerne un'altrettanto moderatamente filoaustricante, anche se velate e sommesse simpatie si rivolgevano in favore del crescente anelito all'italianità che caratterizzò il periodo delle guerre di indipendenza. Proprio nel momento storico segnato dalle tragiche vicende dei Martiri di Belfiore la Gazzetta cercò, mantenendo sempre un atteggiamento di grande cautela per passare, senza ritorsioni, le severissime maglie della censura austriaca, di incarnare il sogno di indipendenza e di orgoglio nazionale italiano.
Quando, nel 1866, Mantova viene annessa al Regno d'Italia, la voce del giornale assunse un orientamento di tipo liberal-progressista moderato. Sono gli anni in cui viene diretta da eminenti personalità del panorama culturale e politico nazionale, figure come il grande storico e giornalista Alessandro Luzio, che la guidò tra gli anni 1882 e 1893, o l'economista Salvatore Cognetti de Martiis.
Il quotidiano, che dal 7 febbraio 1816 continua ad essere stampato ininterrottamente nella sua testata tradizionale, viene temporaneamente a cessare solo il 1 gennaio 1920. Infatti, come ogni altro organo di stampa indipendente dell'epoca, sotto la dittatura fascista viene chiuso e il solo quotidiano di Mantova ammesso, avente una linea prima nazionalista poi fascista, diviene "La Voce di Mantova". Con la fine del ventennio fascista e la restaurazione democratica, il 21 luglio 1946, la Gazzetta può riprendere la propria pubblicazione quotidiana, prima come organo del CLN, poi, con l'antica testata, come giornale locale, libero e indipendente. La sua prima società editrice del dopoguerra è la CITEM, ovvero la Cooperativa Industriale Editrice Mantovana, che tale rimane fino al 1981 quando la Arnoldo Mondadori Editore rileva la testata mantenendo la CITEM quale società stampatrice.
Negli anni successivi la Gazzetta assume il formato di tipo tabloid e la sua società diventa fondatrice di nuove testate locali quali la Gazzetta di Modena, la Gazzetta di Carpi, la Gazzetta di Reggio (quest'ultima rifondata) e la Nuova Ferrara.
Nel 1989 la Gazzetta di Mantova e la società che la controlla viene acquistata dalla Finegil del Gruppo Editoriale L'Espresso, il che le permette di implementare il tipo e la varietà dei contenuti offerti oltre che di rinnovarsi rimanendo all'avanguardia sotto il profilo tecnologico. Ad esempio già nel dicembre del 1998 è in grado di offrire ai propri lettori l'edizione elettronica online completa, consultabile e scaricabile.