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VANITY FAIR WIKIPEDIA

Vanity Fair è un periodico di costume, cultura, moda e politica nato negli Stati Uniti d'America e pubblicato anche in Italia e in Spagna dalle Edizioni Condé Nast S.p.A.

Nascita e crisi
Vanity Fair inizia le sue pubblicazioni nel 1913, anno in cui l'imprenditore Condé Nast acquista la rivista di moda maschile Dress, rinominandola Dress and Vanity Fair. L'anno successivo, dopo un breve periodo di inattività, la rivista venne rilanciata, perdendo la prima parte del suo nome, diventando nota col suo titolo attuale. Si dice che siano stati pagati 3.000 dollari per i diritti di utilizzo del nome "Vanity Fair" negli Stati Uniti ma non si sa se i diritti fossero detenuti in precedenza da una prima rivista inglese o da altri.

La pubblicazione divenne subito un grosso successo commerciale, soprattutto sotto la direzione di Frank Crowninshield, attirando un numero elevato di investitori: nel 1915 arrivò a risultare la rivista col maggior numero di pagine pubblicitarie negli Stati Uniti.

Nel 1919 Robert Benchley viene nominato caporedattore. Quest'ultimo chiama Dorothy Parker, scrittrice e poetessa di nota fama di Vogue come responsabile della sezione spettacolo. La Parker assumerà poi il futuro drammaturgo Robert E. Sherwood. Il trio fu anche originariamente membro della famigerata tavola rotonda dell'Algonquin, circolo di scrittori, poeti e giornalisti soliti riunirsi all'Algonquin Hotel di Manhattan nello stesso palazzo della 44a strada sede degli uffici della Condè Nast.

Fra i suoi collaboratori dell'epoca furono autori importanti come Aldous Huxley, T.S. Eliot, Thomas Wolfe, P.G. Wodehouse e Gertrude Stein, recensioni teatrali della Parker e fotografie di Edward Steichen.

Clare Boothe Luce diventa direttore per qualche tempo. Queste firme resero Vanity Fair molto popolare fra gli appartenenti della classe borghese americana, rivaleggiando con il New Yorker.

Questo successo non le permise però di sfuggire agli effetti della Grande depressione: a seguito del calo di vendite, nel 1936 Vanity Fair venne assorbito da Vogue e cessò di essere pubblicato.

La ripresa degli anni '80
La rivista assume la sua attuale forma dagli anni ottanta grazie a un rilancio promosso dal proprietario della Condè Nast in persona, il celeberrimo Si Newhouse, e grazie alla direzione di giornalista britannica Tina Brown, dal 1984 al 1992 e di Graydon Carter dal 1992 a oggi.

Vanta firme quali quelle di Sebastian Junger, Michael Wolff, Christopher Hitchens, Dominick Dunne, e Maureen Orth e scatti dei migliori fotografi del mondo, come Bruce Weber, Annie Leibovitz, Mario Testino e, più tardi, anche di Herb Ritts, che hanno fornito alla rivista innumerevoli copertine e portraits di tutte le star del momento. Fra le tante quella che ritrae una Demi Moore incinta e seminuda, destinata a diventare una vera e propria icona pop.

Oltre ad alcuni casi di foto controverse, la rivista è nota anche per i suoi articoli di alta qualità. Nel 1996 la giornalista Marie Brenner scrisse un articolo di denuncia sull'industria del tabacco intitolata "The Man Who Knew Too Much" (L'uomo che sapeva troppo); dall'articolo fu poi tratto il film Insider - Dietro la verità (1999), con Al Pacino e Russell Crowe. La rivista rivelò inoltre, nel maggio 2005, dopo più di trenta anni di mistero, il nome della persona che informò il Washington Post dello scandalo Watergate, W. Mark Felt. La rivista ha anche pubblicato molte interviste di celebrità tra cui la prima con Jennifer Aniston dopo il divorzio da Brad Pitt, che fece di quel numero della rivista il più venduto della storia di Vanity Fair. Anderson Cooper parlò della morte di suo fratello mentre Martha Stewart diede l'esclusiva a Vanity Fair subito dopo l'uscita dalla prigione.

Nell'agosto 2006, Vanity Fair mandò la fotografa Annie Leibovitz in Colorado a casa di Tom Cruise e Katie Holmes per il numero di ottobre 2006. La foto della coppia con la figlia, Suri Cruise, mise a tacere chi negava l'esistenza della bambina; questo numero divenne il secondo più venduto nella storia della rivista.
Cercando di mantenere il collegamento con Hollywood e la cultura pop americana, Vanity Fair organizza un esclusivo party in occasione degli Academy Awards al ristorante Morton's. Inoltre, l'annuale numero dedicato a Hollywood raccoglie le foto delle nomination agli Academy Award.
Il successi della rivista è diventato "case study" del libro di Toby Young, How to Lose Friends and Alienate People (Come perdere gli amici e alienare la gente).
Il direttore attuale è Graydon Carter.

L'edizione italiana di Vanity Fair ha iniziato ad essere distribuita dal 2003. La rivista ha in veste di direttore Luca Dini e vanta grandi firme del giornalismo italiano attuale. All' angolo della posta, celebre rubrica nella pagina finale della rivista, collabora esclusivamente con la sua partecipazione e dando le sue opinioni in forma di risposte alle lettrici, la grande cantante Mina, definita qui la più imprendibile delle star italiane