RIVISTE IN OFFERTA!

RACCOMANDA IL SITO

Cosa fare e vedere in 2 giorni a Favignana

 

Detta anche la “grande farfalla sul mare” dal pittore Fiume, Favignana è l’isola più grande delle Egadi. Ricca di spiagge e grotte, è la meta ideale per i romantici e per coloro che vogliono trascorrere due giorni in totale relax.

 

Tra luoghi incontaminati e natura selvaggia, c’è davvero tanto da vedere, tra cui anche attrattive archeologiche e culturali capaci di calamitare i cultori della storia e dei reperti antichi. Se hai deciso di trascorrere due giorni a Favignana, ecco cosa fare e cosa vedere.

 

 

Escursione in barca a Cala Rossa

cosa-fare-vedere-2-giorni-favignana-cala-rossa

Il primo luogo da visitare a Favignana è Cala Rossa, una delle più belle spiagge in Italia. Secondo alcune leggende tramandate dagli abitanti del posto, nel 241 a.C., proprio in questo incantevole scorcio di Sicilia, avrebbe avuto luogo una sanguinosa battaglia tra romani e cartaginesi. Dopo un lungo scontro avvenuto nel mare, le acque presero uno strano colore rosso, per via del molto sangue versato. Da qui il nome di Cala Rossa.

Per arrivare in questo luogo bellissimo puoi sia andare via terra che via mare. Ti suggeriamo, per rendere l’esperienza ancora più piacevole una bella escursione in barca (puoi approfondire su www.escursionefavignana.com) che ti porta dritto in spiaggia dove fermarti per godere di uno stupendo panorama.

L’ultima tratta del sentiero per giungere alla caletta è sterrato, quindi se decidi di raggiungere la cala via terra dovrai proseguire a piedi. Una volta sul luogo, se tempo e stagione lo permettono, potrai fare un tuffo nelle acque cristalline ed incontaminate di Cala Rossa, e se ti piacciono gli sport d’acqua, è il posto ideale per lo snorkeling!

 

Cala Azzurra

cosa-fare-vedere-2-giorni-favignana-cala-azzurra

Se un giorno ti dedichi a Cala Rossa, l’altro devi dedicarti a Cala Azzurra. Altra meta fiabesca, si dice che questo sia il posto dell’isola in cui il mare è più trasparente. Che sia una diceria o no, si tratta comunque di una spiaggia unica nel suo genere. Nota anche come Cala Canaleddi, Cala Azzurra resta ancora oggi affascinante e selvaggia: non è infatti una spiaggia attrezzata e non troverai qui ombrelloni, comodità o servizi d’altro genere.

La sua singolarità sta proprio nella bellezza genuina, naturale, capace di rapire lo sguardo e di farti dunque innamorare. Cala Azzurra si trova a metà strada tra punta Fanfalo e punta Marsala e non è molto estesa.

Altra particolarità della spiaggia sono le due insenature sabbiose di cui è formata: a dividerle c’è solo un’alta muraglia di scogli, la cala è puntellata da una brulla vegetazione e s’affaccia su uno specchio di mare cristallino.

 

 

Cala del Bue Marino

Cala del Bue Marino è tra le spiagge più particolari perché nel verde del mare vengono a formarsi degli sgargianti riflessi smeraldini. Ad incorniciare il mare delle cave di tufo collegate a grotte sottomarine e cunicoli a labirinto. Si chiama così perché gli abitanti del posto di un tempo chiamavano la foca monaca che illo tempore popolava questi luoghi.

Per gli amanti delle spiagge sabbiose e ben attrezzate, questa non fa per te: Cala del Bue Marino si distingue infatti per gli scorci rocciosi, selvaggi ed impervi che la rendono una delle spiagge più caratteristiche dell’isola. Raggiungere il mare da questa cala è difficile, ma se ami lo snorkeling, si tratta della spiaggia adatta a te. Potrai ammirare qui le sue acque trasparenti e riboccanti di pesci e vivere dunque un’esperienza di rara intensità.

Non molto adatta per chi è in vacanza coi bambini, al contempo è perfetta per chi vuole fare una full immersion nella natura.

 

 

Le tonnare di Favignana e Formica

cosa-fare-vedere-2-giorni-favignana-tonnare-favignana-formica

La tonnara di Favignana è tra le più antiche tonnare in cui c’è ancora uno stabilimento per la conservazione del pescato. Ha una superficie di oltre 32 mila metri quadri, risultando così una delle più grandi tonnare del Mediterraneo. Nel 1874 Ignazio Florio acquista la struttura, per poi farla ristrutturare su progetto dall’architetto Giuseppe Damiani, che ne fece un maestoso e moderno complesso per lavorare e conservare il tonno.

Nello stabilimento sono ancora custodite circa 24 grandi caldaie in cui venivano cotti i tonni, nonché il locale in cui avveniva la lavorazione delle latte.

Nel 1891-92, la Tonnara con Florio prende il volo: in occasione dell’Esposizione Nazionale di Palermo, vengono infatti presentate le innovative confezioni di latta fornite di un’apertura a chiave. Lo stabilimento ha funzionato fino ai primi anni del 1900, favorendola pesca e la vendita del tonno rosso (che precisiamo aveva conquistato anche il mercato estero).

Nel 1938 i Florio la vendono e la Tonnara passò nelle mani della famiglia genovese Parodi, che ancora oggi gestisce il marchio Tonnare Florio (pur non possedendo più lo stabilimento di cui parliamo). Nel 1991 lo stabilimento fu acquisito dalla Regione Siciliana, che lo rese un celebre esempio di archeologia industriale.

All’interno dell’Ex tonnara Florio c’è anche un grande museo, che si può esplorare grazie anche alle sue interessanti sale multimediali, in cui vengono riproposti inediti filmati storici che illustrano gli antichi processi di lavorazione del pescato.