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COPERTINA DYLAN DOG

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DYLAN DOG WIKIPEDIA

Dylan Dog è una serie a fumetti creata nel 1986 da Tiziano Sclavi per Sergio Bonelli Editore. Dopo il periodo iniziale le sceneggiature di Sclavi si sono via via rarefatte, peraltro sostituito in questa incombenza da altri autori. Sclavi tornò a scrivere le avventure della sua creatura con gli albi n. 240 e 250, dopo un'assenza durata diversi anni. Dylan Dog condivide lo stesso universo narrativo con altri personaggi bonelliani: Mister No e Martin Mystère. È il terzo fumetto più venduto in Italia dopo Tex e Topolino.

La serie mensile
Alla fine di settembre del 1986, ma con data ufficiale di copertina ottobre 1986, esce nelle edicole il numero 1 del nuovo mensile a fumetti Dylan Dog, intitolato L'alba dei morti viventi, con soggetto e sceneggiatura di Tiziano Sclavi e disegni di Angelo Stano. Il valore raggiunto ad un certo punto tra i collezionisti del numero 1 ha portato alla stampa di copie false. Riconoscibili per la scarsa qualità della carta (piuttosto gialla) e di stampa. Note tra i collezionisti del settore, sono circolate per qualche tempo nelle frequenti mostre mercato del settore.
La struttura dell'albo prevede 96 pagine più le 4 di copertina (comprese nella numerazione, visto che dopo la prima e la seconda di copertina si comincia con pagina 3). Le 96 pagine sono tutte occupate dalla storia a fumetti, inedita e, solitamente, autoconclusiva. A partire dal numero 18 la pagina 3 è occupata dal frontespizio (prima versione, opera dell'allora copertinista Claudio Villa. La seconda e definitiva, disegnata da Angelo Stano, esordirà nel numero 42, in concomitanza con il passaggio di testimone nella realizzazione delle copertine), mentre la pagina 4 è occupata dalla rubrica Dylan Dog Horror Post (in seguito fusasi con la rubrica Il club dell'orrore, presente in seconda di copertina fino all'ingigantimento dell'elenco arretrati, e diventata perciò Dylan Dog Horror Club). Di conseguenza le storie si riducono da 96 alle classiche 94 tavole.

La storia più lunga mai pubblicata sulla serie regolare è anche la prima in due puntate: Il castello della paura e La dama in nero, apparsa sui numeri 16 e 17, per un totale di 96 + 96 = 192 tavole. Successivamente saranno pubblicate altre storie in due puntate, ma di sole 188 tavole (94 + 94).

Questa collana mensile ha offerto, nella sua storia, alcune illustri eccezioni alla regola delle 96 pagine.

La prima eccezione si è verificata al raggiungimento del prestigioso traguardo del numero 50, festeggiato con 12 pagine in più (108 + la copertina). Per l'occasione, la rubrica della posta è stata raddoppiata, venendo presentata anche nella penultima pagina, e riservando l'ultima al resoconto del Dylan Dog Horror Fest. Le rimanenti pagine hanno presentato una storia completa di ben 104 tavole, Ai confini del tempo.

Nel numero 77, L'ultimo uomo sulla terra, la Sergio Bonelli Editore ha proposto, in via sperimentale, un albo con 16 pagine in più (112 + la copertina) e, caso unico, con due storie complete anziché una sola. Queste due sono quindi le storie più brevi mai apparse sulla serie mensile. La prima, che dava il titolo all'albo, era anche un primo esperimento di "storia immaginaria" di Dylan, mentre la seconda era intitolata Incubus.

Per festeggiare il numero 100 la Bonelli non ha alterato invece il numero di pagine ma, come da tradizione di questa casa editrice, ha proposto un albo interamente a colori, La storia di Dylan Dog, raccontando il capitolo conclusivo della saga dell'indagatore dell'incubo.

Altro albo illustre della serie è stato il numero 121, Finché morte non vi separi, che ha festeggiato i dieci anni di vita editoriale di Dylan Dog (centoventi mesi dal numero uno). Nell'occasione, infatti, è stato proposto contemporaneamente sia il colore, sia l'aumento di pagine, 16 in più (112 più la copertina). In una lunga storia di 110 tavole a colori è stato raccontato un capitolo importante del passato di Dylan (l'amore con Lillie e il primo incontro con Groucho).

Successivamente non vi sono più stati albi con pagine extra, con una sola eccezione: il numero 131, Quando cadono le stelle, presentava appena 2 pagine in più (98 più copertina), la penultima delle quali conteneva anche un particolare a colori. La storia di questo albo, con 96 tavole, riproponeva dunque la stessa lunghezza di quelle dei primi 17 numeri.

Vi sono invece stati altri albi interamente a colori. Ovviamente il numero 200, intitolato proprio Il numero Duecento, con soggetto e sceneggiatura di Paola Barbato (considerata l'erede di Tiziano Sclavi) e disegni di Bruno Brindisi per un nuovo episodio che scava nel passato di Dylan Dog (l'alcolismo e l'avvio della sua professione di indagatore dell'incubo). A colori anche l'albo numero 224, Sul filo dei ricordi, in questo caso senza motivazioni particolari.

I numeri 241, Xabaras!, e 242, In nome del padre, sono pure usciti interamente a colori e con una storia in due puntate realizzata di nuovo dalla coppia Barbato e Brindisi, appositamente per festeggiare il ventesimo compleanno di Dylan. Neanche un anno dopo, anche il traguardo del numero 250 è stato festeggiato con un albo a colori, Ascensore per l'inferno, scritto da Tiziano Sclavi.

Il prossimo albo celebrativo sarà il numero 300, a colori, la cui uscita è programmata alla fine di agosto del 2011 (data ufficiale di copertina settembre 2011). La casa editrice ha già preannunciato nuove rivelazioni sul passato dell'indagatore dell'incubo, che un mese dopo festeggerà 25 anni di vita editoriale. Stavolta il soggetto è di Pasquale Ruju, mentre i disegni sono stati affidati ad Angelo Stano.