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Pollo e antibiotico resistenza: l’impegno degli allevatori italiani per contrastarlo

 

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Cerchiamo di spiegare in parole semplici cos'è il fenomeno della resistenza agli antibiotici e come la filiera avicola italiana si impegni per contrastarlo. Come per gli uomini, anche per i polli l'indiscriminato uso di antibiotici favorisce lo sviluppo di batteri sempre più resistenti. Questo grazie alla capacità dei batteri di adattarsi a nuove condizioni sviluppando in tempi relativamente brevi meccanismi di resistenza a medicinali ed antibiotici. Non è dunque l'antibiotico in sè per sè da demonizzare, ma l'uso indiscriminato. Secondo L’ECDC (European Centre for Disease Prevention and Control), più del 50% di prescizioni di antibiotici negli ospedali sono inutili, se non dannose per l'intera comunità.

 

 

Negli allevamenti avicoli italiani vengano usati indiscriminatamente gli antibiotici per favorire la crescita? Possiamo affermare di no! Si tratta di una notizia che non ha fondamento, ma che è ritenuta vera dal 73 per cento degli italiani, secondo i risultati di un recente sondaggio. Ci sono insomma molti falsi miti da sfatare: pollo antibiotici, farmaci, ormoni, batteri… il pollo italiano è sicuro, ma molti ancora non lo sanno.

 

Solo dietro ricetta medica

In realtà poi, negli allevamenti avicoli del nostro paese, gli antibiotici si utilizzano solo a scopo curativo, allorquando si riveli necessario per la salute dell’animale, solo a seguito di una diagnosi e sotto diretto controllo veterinario. Prima di ricorrere all’antibiotico si adottano altri metodi preventivi, a cominciare dai sistemi di ‘bio-sicurezza’ e dai vaccini, si ricorre alla terapia antibiotica  solo se davvero necessario perché l’animale è malato. 

 

Antibiotico come ultima risorsa

L’antibiotico, come nel caso degli esseri umani, è l’ultima risorsa, ma l’uso preventivo o specifico a facilitare la crescita dei polli sono vietati nella UE. A garanzia del consumatore negli allevamenti italiani, quando gli animali devono assumere questi farmaci, viene imposto un periodo di sospensione, cioè un tempo di attesa che permetta al farmaco antibiotico di essere smaltito.

 

 

Meno farmaci negli allevamenti avicoli

Negli allevamenti italiani di polli e tacchini il ricorso agli antibiotici è, in ogni caso, in costante calo. Merito del Piano nazionale per l’uso responsabile del farmaco veterinario e la lotta all’antibiotico-resistenza in avicoltura, elaborato in modo volontario da UNA Italia, in rappresentanza degli allevatori, sotto la supervisione del Ministero della Salute.

 

Ridurre il consumo totale di antibiotici

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Si è posto l'obiettivo di ridurre del 15 per cento (rispetto ai dati registrati nel 2011) il consumo totale di antibiotici entro il 2015 e di arrivare a meno 40€ per cento addirittura nel 2018. Ma, bisogna ammettere, si è già raggiunto in anticipo il tetto previsto per il 2018, con una riduzione dell’indicatore di consumo per l’anno 2015 rispetto al 2011 del 39,95 per cento. Del resto, i controlli sanitari confermano che nei polli italiani non ci sono residui di antibiotici. Numeri che smentiscono un pregiudizio e invitano ad avere fiducia nel sistema e nei controlli. Per ulteriori informazioni vi consigliamo di leggere questo articolo:  pollo antibiotici - Unaitalia, la filiera avicola e l’antibiotico-resistenza nel pollo.